Elezioni comunali 2009: l’imperativo è conquistare (o conservare) il potere!

luigi germani 06 2008.jpgROBERTO SIMONELLI 2008.jpgdauria new0507.jpgARCE – «Facciamo un ticket?» o «Mi lasci un option?». Sono le frasi che, in questi giorni di intense trattative, si ripetono per la compilazione delle liste elettorali tra i tre capolista e possibili candidati a consigliere comunale. “Ticket”, “option”, inglesismi che vorrebbero addolcire una realtà politica allo sbando, che non ha più il senso del pudore, dove spesso ritrovi avversari incalliti che ora giocano nella stessa metà campo, “compagni di merenda” storici che ora sono antagonisti. Tutti possono stare con tutti. E non importa se per cinque anni ce le siamo cantate di santa ragione, adesso è tutto diverso! L’imperativo è: conservare una poltrona, arrivare al potere. Una volta si aveva il buon gusto di giustificare il perché, di dire quello che s’intendeva fare per il paese o quello che sicuramente non verrà rifatto. Adesso no, «tanto – si giustifica qualcuno – ai cittadini non importa nulla!». Tornando alle nuove parole, invece, con “ticket” s’intende un accordo politico tra due o più parti dove sono già stabiliti gli incarichi nella futura amministrazione, in caso di vittoria. Quello più famoso, è legato alla carica di vicesindaco. Il “ticket” prevede di solito anche un’evidenza pubblica, un po’ come si fa negli Stati Uniti, e quindi informare gli elettori che votano Tizio a sindaco, Caio sarà vicesindaco. Il concetto di “option” invece è molto più semplice. Volendo tradurlo praticamente sarebbe un “ti lascio il posto se…”. In pratica un consigliere (che quasi sempre ha un certo “peso” in termini elettorali) subordina la propria candidatura in una lista al verificarsi di un determinato evento. L’option che va per la maggiore in questo momento, considerando il configurarsi di tre liste forti, è: «Mi candido con te solo dopo aver visto i compagni di lista», come a dire «Se sei il più forte, all’ultimo, aderisco!». Con queste promesse, il punto sulle liste è riassumibile con una sola parola: incertezza. Roberto D’Auria procede a fasi alterne, le quotazioni della sua civica cambiano un po’ come il tempo e la penuria di candidati non agevola il lavoro. Roberto Simonelli starebbe ai due terzi dei candidati necessari, componendo un “minestrone” davvero variegato. Luigi Germani parte avvantaggiato con i sette uscenti e procede a raccogliere tutto ciò che, per vari motivi, le altre due liste “scartano”. Maria Antonietta Cannavacciuolo appare fuori da questi tre raggruppamenti. Il suo compito sarebbe finito, adesso non serve più, anche se, in un recente passato, le sue “battaglie” facevano comodo a più di qualcuno. Ma ora è tempo di santi, “scurdammoce o’ passate…”. Vincenzo Polselli

Elezioni comunali 2009: l’imperativo è conquistare (o conservare) il potere!ultima modifica: 2009-03-15T09:26:00+01:00da vipo74
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