Prigionieri dell’insensibilità

scuola.jpgARCE – Cancello chiuso, bimbi diversamente abili accompagnati in braccio a scuola. La sensibilità passa anche attraverso queste piccole attenzioni. Ieri mattina, ad Arce, nei pressi dell’edificio delle scuole elementari, il cancello d’accesso allo stabile dei veicoli è rimasto chiuso. La motivazione sembra essere legata alla messa in sicurezza dell’area circostante la scuola per la realizzazione di alcuni lavori. Il problema, però, è che solo attraverso questo cancello si può accedere alle rampe che abbattono le barriere architettoniche del vecchio edificio. E cosi, verso le otto, decine di genitori hanno assistito all’arrivo di un bambino diversamente abile, accompagnato come tutti i giorni dalla mamma. La signora, alla vista del cancello chiuso, non ci ha pensato due volte e senza perdersi d’animo ha abbracciato suo figlio e lo ha portato di peso su per le scale. Una situazione senz’altro non nuova per lei, che ha preferito agire di sua iniziativa piuttosto che “scomodare” qualcuno. Il problema, infatti, in molti di questi casi, non è l’ostacolo fisico ma quello di non farsi avvertire come un peso da chi, forse, avrebbe potuto adottare un briciolo di sensibilità in più. Dopo alcuni minuti, la scena si ripete ancora con un altro bambino diretto ad un’altra classe. La cosa che però non è sfuggita ai più è accaduta poco dopo. All’arrivo della preside il cancello si apre e lei stessa, indisturbata, posteggia poco lontano dagli scivoli per i disabili. Viene da chiedersi se tutto ciò e normale. Se esiste un problema di sicurezza, è ovvio questo dovrebbe riguardare tutti. Alla base dell’episodio, probabilmente, c’è un semplice malinteso tra i collaboratori scolastici e la dirigenza. Ma per chi è costretto quotidianamente ad affrontare i problemi della disabilità quella di ieri è stata un’altra giornata di ordinaria sopravvivenza.  Vincenzo Polselli

Prigionieri dell’insensibilitàultima modifica: 2008-10-12T08:44:00+02:00da vipo74
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