Tutti vogliono quella poltrona

polenta-pittura-1.jpgARCE – Polenta e debiti fuori bilancio. Una volta si diceva è “finita a tarallucci e vino”, ma i tempi sono diversi ed oggi si sostituiscono gli ingredienti per non cambiare comunque la sostanza. Giovedì è stata una serata “intensa” politicamente. Prima consiglio comunale e poi varie cene di cordata. Politici, politicanti e qualche malcapitato cittadino, in buona fede, hanno dato il via ufficiale agli incontri stagionali gastronomici. Polenta con le spuntature e bucatini alla matriciana, sembra che siano state le pietanze di esordio.

Quello che stride di più, però, è la naturalezza con la quale alcuni si alzano da una sedia e, pochi minuti dopo, si risiedono ad un’altra cambiando compagnia. Forse noi la prendiamo troppo sul serio, ma la politica con il profumo dell’elezioni è capace di acrobazie inimmaginabili. E così, quello che si contestava fino a cinque minuti prima in consiglio comunale, per magia, svanisce. Il problema diventa un altro: chi sarà il prossimo candidato a sindaco? La poltrona di Corsetti è la più ambita e contesa degli ultimi trent’anni. Tutti aspirano a tutto. Il bello è che all’attuale sindaco, che legittimamente potrebbe avanzare la richiesta di fare un secondo mandato (con la benedizione dei vertici provinciali del Pd), nessuno gli spiega che il suo tempo è scaduto. Corsetti, dal canto suo, dice: «Mi dovranno dire perché non sosterranno una mia ricandidatura. In fondo – avrebbe fatto notare a qualcuno – ho sempre rispettato le direttive della maggioranza, realizzato quel che si poteva fare con i limiti del bilancio e, soprattutto, all’esecutivo non è mai mancato un voto di sosteg0no». Parole che, formalmente, non fanno una piega e sulla quale qualche candidato in pectore dovrebbe cominciare a riflettere. Dall’altra parte, invece, la questione diventa autoreferenziale. Nel frattempo che finiscono di fare la “conta” per vedere a chi tocca la candidatura, hanno dimenticato che l’opposizione si fa in cinque anni e che i problemi sollevati sono rimasti lì, irrisolti, che attendono una posizione chiara. Palazzo di vetro, tasse, funzionari dirigenti, edilizia popolare, contenziosi, debiti, economia stagnante, occupazione giovanile, servizi pubblici, ecc., ecc., quale futuro avranno? Qual è la proposta alternativa? Forse è troppo presto per parlare di questo? Certo è, che se il metodo seguito è quello della sommatoria dei voti dei singoli candidati e non quello di pensare ai problemi del paese, allora basta parlarne anche l’ultimo mese, durante la campagna elettorale. In quel periodo, infatti, è concesso raccontare bugie

Tutti vogliono quella poltronaultima modifica: 2008-10-05T08:17:00+02:00da vipo74
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